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In base alle richieste specifiche dei Padri è stato elaborato un vero e proprio “progetto Romania”, allo scopo di raccogliere fondi per il completamento di parte dei locali della nuova casa di Maracineni (cappella, cucina, ecc.) e per la realizzazione di atelier (laboratori) di lavoro per giovani e adulti. Fin da subito è stato inoltre espresso il desiderio di organizzare, a completamento delle iniziative finalizzate a raccogliere fondi, anche alcuni viaggi missionari per raggiungere una totale condivisione: di vita oltre che di intenti.

I viaggi missionari che si sono svolti fino ad oggi sono stati tre, il primo dei quali, nel mese di aprile in prossimità della Pasqua, lo potremmo definire per certi aspetti “tecnico”: vi hanno partecipato due persone soltanto, Marco Ghiozzi ed Enzo David, con lo scopo di iniziare a calarsi nella realtà rumena, prendendo visione dei luoghi ed “aprendo” così la strada agli altri gruppi. I successivi viaggi si sono svolti uno dal 13 al 27 luglio, al quale hanno partecipato 4 adulti della Comunità AMMI di Firenze accompagnati da p. Ettore Andrich  ed  uno in agosto, dal 9 al 19, al quale hanno aderito 12 persone insieme a p. Giancarlo Iollo. In particolare è da osservare l’eterogeneità del terzo gruppo costituito sia da giovani che da adulti, alcuni dei quali fidanzati prossimi al matrimonio mentre altri già sposati. La differenza di età, formazione e cammino non è stata comunque un problema ma, anzi, una ricchezza perché ha contribuito a costituire un gruppo sì eterogeneo ma “completo”, grazie al contributo unico, prezioso ed irripetibile di ciascuno.

Tutti i partecipanti ai viaggi hanno dato la più totale disponibilità ai Padri riguardo le mansioni da svolgere, rimettendosi alle loro necessità, per “spogliarsi” di tutto e vivere a pieno l’esperienza di missione. Per questo motivo, i Padri, preso atto delle “risorse” disponibili, hanno chiesto che i partecipanti al viaggio svoltosi nel mese di luglio, si recassero fino a Roman (località a nord della Romania dove i padri Oblati possiedono una casa che abitano saltuariamente) per occuparsi prevalentemente di un Campus (=campo scuola) da svolgere con i bambini dai 7 ai 14 anni. Ai partecipanti al viaggio di agosto, invece, è stato chiesto di recarsi a Maracineni (località nel sud della Romania, a circa 120 Km da Bucarest, dove gli Oblati risiedono e dove si trova il noviziato) per partecipare ad un altro Campus, organizzato questa volta per i giovani dai 15 ai 25 anni e per contribuire in concreto, ciascuno secondo i propri “talenti”, alla gestione e ristrutturazione della casa.

I partecipanti ai viaggi si sono sentiti caldamente accolti dalla Comunità ospitante e questo è stato molto importante per raggiungere in breve tempo la piena condivisione di vita e l’unità. Dice Michela, che ha partecipato al viaggio di luglio: “Ho respirato aria di Famiglia (con la F maiuscola), dove l’ultimo arrivato è colui che viene amato di più, che viene messo al centro! E lo si percepisce davvero questo amore ed è naturale riamare così! Allora era una gara a chi sparecchiava o lavava i piatti per primo, a chi trovava il positivo anche in un pasto un po’ bruciacchiato, a chi sapeva tacere con pazienza e amore quando i discorsi portavano per altre vie… E alla sera mi accorgevo di come non ero io ad amare, ma era il mio scomparire che permetteva a Gesù di farlo! E se non c’ero riuscita mi rimettevo nel suo Cuore, per ricominciare l’indomani di nuovo!”.
Analogamente dice Silvia, che ha preso parte al viaggio di agosto: ”Fin dall’istante in cui ho varcato il cancello della missione di Maracineni mi sono sentita a casa. Complice, oltre all’accoglienza dei Padri, l’affetto che mi legava ai missionari con i quali ero partita e la voglia di mettersi a servizio, in qualunque modo mi fosse stato richiesto. La sensazione era proprio quella di essere in famiglia”.
Le giornate sono state scandite dalla preghiera: insieme alla Comunità ed ai giovani, il più delle volte in lingua rumena. Grazie alla pazienza dei Padri che si sono spesso improvvisati traduttori simultanei, ad una buona dose di linguaggio costituito da sguardi, gesti e sorrisi e ad un immancabile “pizzico” di inglese, possiamo proprio dire che la diversità di lingua non sia stata assolutamente un problema.
Prosegue Michela:I primi giorni abbiamo pulito i luoghi, le stanze, dove saremmo stati coi bambini che partecipavano al Campus. Mentre spazzavo mi sembrava che ogni sforzo fosse vano; poi, però, mi sono accorta che dovevo perdere l’idea che avevo dei nostri luoghi in Italia. Dovevo solo fare la volontà di Dio, che in quel momento era preparare un posto per i ragazzi, dicendo “Gesù lo faccio per Te!”. Infatti Lui capiva meglio di me e mi dava serenità!”.

I viaggi sono stati un momento di particolare grazia per i partecipanti e, di riflesso, lo saranno anche per tutta la Comunità di Firenze. Inoltre, la nostra presenza in Romania non è certo passata inosservata e ci auguriamo di aver contribuito, nel nostro piccolo e con la nostra vita, ad aiutare i padri nella difficile opera di annuncio del Vangelo. I rapporti con persone di ogni età, ma di lingua e cultura diverse dalla nostra, uniti ad una maggiore e più “concreta” conoscenza della religione Ortodossa, ci aiuteranno certamente a tenere il cuore sempre più aperto al mondo.
In conclusione, ci auguriamo che il nostro “progetto Romania” giunga presto a termine e che possiamo aiutare concretamente i Padri ad ultimare i lavori della casa di Maracineni ma, con lo stesso fervore, desideriamo non lasciarli soli nella loro opera e ci auspichiamo che altri, giovani o adulti che siano, possano recarsi in Romania per vivere una ricca esperienza di missione e condivisione.