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“Tutti i cuori cercano la strada di casa”
Questo era il titolo della missione che si è svolta a Breda Cisoni (Mantova) dall'11 al 22 ottobre, alla quale vi ha partecipato gran parte della comunità oblata, e alcuni giovani dell'Mgc e dell'Ammi!
Da Firenze sono partiti P.Antonio, P.Salvatore, P.Giancarlo, e ovviamente P.Ettore; La squadra missionaria aveva poi come punte di diamante Giacomo, Gabriela e Michela!
E proprio da Michela ci facciamo raccontare meglio questa missione...
Ogni mattina, con la messa feriale, ci davamo il “la” per cominciare: una parola, una frase del Vangelo da vivere durante la giornata. E così si partiva!
Ci siamo divisi in due gruppi: uno che si dedicava alla visita alle famiglie e l’altro al gruppo dei più giovani.
Per le prime è stato pensato di andarle a trovare a casa e stare con loro almeno un’ora; se la circostanza lo permetteva si leggeva un brano del Vangelo e si meditava insieme, altrimenti si cercava di proporre una semplice preghiera, che potesse coinvolgere tutti i membri della famiglia e rispecchiarne le esigenze. A volte è stato difficile anche solo parlare di Gesù e per alcuni non sono mancate le porte chiuse!
I giovani ( ragazzi e ragazze dalla I alla V superiore) si incontravano in oratorio la sera dopocena, dove i nostri li intrattenevano con canti e un tema su Dio Amore.
C’era anche il momento per i giovani delle medie, che incontravamo la mattina alle 7.10, nel luogo dove aspettavano il pulmino; e allora con un bans, una parola sul vivere nuovi rapporti con Dio e con i fratelli, usando un linguaggio vicino a loro, partivano col volto sorridente!
I piccoli delle elementari, invece, prima di andare a scuola si fermavano in Chiesa per una breve preghiera con noi, un canto e un piccolo tema sulla scoperta di Dio Amore. Erano attentissimi!!
...e la sua esperienza...
Partire per questa missione è stato cominciare a mettere in pratica quella frase che ci siamo detti alla prima giornata: “ E se io…”. Anche se non mi aspettavo si sarebbe subito concretizzata in un’occasione “straordinaria” come questa!
In famiglia si son fatti sentire toni di preoccupazione per questa partenza, ma devo dire che la mia ferma decisione li ha attenuati!
E’ stato bello cominciare il viaggio con due persone che non avevo mai conosciuto, Matilde e Giovanni, con i quali si è stabilito subito una sintonia tipica del sentirsi fratelli; e con Giacomo e Gabriele, che conosco da più tempo, con i quali ho capito che “non si finisce mai di imparare ad amare”, perché guardando sempre con occhi nuovi e cuore nuovo chi hai davanti, scopri che l’altro è sempre un volto di Gesù!
Ma il momento più importante l’ho vissuto venerdi pomeriggio. Non avevo famiglie da visitare in quell’ora e don Massimo mi dice di riposarmi. Lo colgo come un regalo di Dio e per dirgli grazie entro in chiesa. C’è buio, silenzio, ma la luce che indica la Sua presenza nel tabernacolo è accesa! Inizio a confidarmi con Lui e sento che le ansie del giorno, le preoccupazioni, quell’io che a volte non vuol farsi da parte, cominciano a sciogliersi! Ho cominciato a piangere e dicendoGli quel che avevo nel cuore glielo affidavo serenamente! Ho sentito dentro una dolcezza che non so descrivere a parole, come se mi desse il coraggio per ricominciare ad amare! In così poco tempo così tanto mi ha donato! Allora, ho pensato, quando qualcuno ci confida pene e angosce dobbiamo far silenzio come il silenzio di questa chiesa e fare in modo di essere accesi come quella luce, così quella persona sentirà la voce di gesù che parla al suo cuore! E’ così che dobbiamo fare!
E da lì son ripartita, per andare a far visita alle famiglie di quel paese, ma in verità sapendo che andavo ad incontrare Gesù, a volte con un volto sofferente, ma sempre Lui!
Michela
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