Tra di voi praticate davvero la carità, la carità, la carità, e fuori, lo zelo per la salvezza delle anime
Un elemento essenziale per comprendere la vita dell'Mgc di Firenze sono le comunità. Il nostro cammino prevede più convivenze nel corso dell'anno, anche di più comunità contemporaneamente. Passiamo quindi un fine settimana nella casa della comunità oblata di Firenze. Cerchiamo di vivere fra di noi la carità nei semplici momenti quotidiani e continuando nel cammino di formazione guidati dal nostro P. Antonio. Cosa ci viene a fare uno in Comunità? Occorre porsi sempre questa domanda, prima di intraprendere un cammino di questo genere. D'altra parte non è facile rispondere subito...ma sicuramente uno dei motivi principali è Cercare Dio. A questo punto c'è da domandarsi perché proprio la comunità come mezzo per cercare Dio. La risposta è semplicissima: perché noi dell'Mgc abbiamo una passione per fare le cose insieme. Sappiamo benissimo che Dio si può raggiungere anche con un cammino personale, con ritiri e preghiere, ma la nostra via è la vita insieme. Ecco perché le comunità si ritrovano per un intero week end, per vivere insieme; Vivendo insieme infatti si cerca, oltre che di portare avanti la vita di tutti i giorni ( studiare, lavorare, far da mangiare) di riflettere sia sui nostri rapporti, sia sulla nostra vita Spirituale. In questa maniera è possibile tornare a casa con un fuoco dentro che ci permette di vivere il mese successivo, sino alla successiva convivenza. In questo ci aiutano anche gli altri incontri che periodicamente secondo necessità, vengono svolti. Più di tutto parla l'esperienze personale. Ecco perché non si fa mai niente in comunità se non si è certi che le persone sappiano le une le esperienze delle altre. Un aspetto importantissimo delle comunità è la missionarietà. E' inutile scoprire Dio in noi e tra noi se non nasce il desiderio di portarlo a gli altri. Ecco perché il cammino di comunità è anche un cammino missionario ed è normale e giusto che noi membri della comunità portiamo il fuoco che c'é tra di noi anche a chi non conosce il nostro stile di vita. Tutto ciò perché le comunità sono cellule vive. Ma che vuol dire oggi essere cellule vive? Vuol dire avere la coscienza che Gesù è insieme a noi, è lui che ci rende vivi. Ma vuol dire anche che noi delle comunità dobbiamo far di tutto per mantenere questa presenza di Gesù vivo fra di noi, sia quando stiamo insieme che quando siamo lontani. Questo può essere fatto solo se si vive con un certo stile, e questo stile deve essere il modo con cui quelli delle comunità si riconoscono a vicenda. Questo "Stile" si esplicita in varie maniere: L'Essere prima del Parlare , Il mettersi in gioco, senza risparmiare su noi stessi, al servizio degli altri; il comunicare le cose belle di Dio agli altri e l'amare con i fatti più che con le parole. E' uno stile di vita affascinante. E' chiaro dunque che ci sia qualcuno che venutone a conoscenza voglia condividerlo sempre di più. Per questo ci sono i grappoli. I grappoli sono dei piccoli gruppetti che ogni membro della comunità riesce a formare con le persone che desiderano saperne di più o condividere questo stile di vita. I grappoli sono l'occasione per chi è fuori dalla comunità di entrarvi, essendo dei momenti in cui la persona esterna approfondisce gli argomenti trattati in comunità e dopo un certo periodo trascorso in essi può cominciare il cammino con le comunità.
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