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Settima Giornata - 6 Maggio 2007
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Maria... Mamma mia!
Il dono dell’intelletto purifica l’intelligenza dell’uomo affinché egli possa penetrare con maggior luce nel pensiero di Dio, aderirvi con gusto e diletto e rimanervi. Intus legere significa appunto «leggere dentro», penetrare, comprendere, capire a fondo, quindi vedere, “sentire” da dentro. L’intelletto rende la nostra docile a Dio e le fa penetrare i misteri della fede.
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Sesta Giornata - 1 Aprile 2007 |
Potrò mai dimenticare...
- Dono della Scienza. La capacità di guardare e conoscere il mondo riconoscendo il Creatore; conosco il mondo a partire da Lui e viceversa.
- Percepire la presenza di Dio nel “nostro” mondo: cogliere il filo d’oro della sua presenza nella nostra vita, ci dona il senso di tante piccole cose a prima vista insignificanti, ci fa gustare anche quelle cose che passano via per sbadataggine o che reputiamo banali, coincidenze, routine. Ci rende capaci di rintracciare le orme di Dio nel nostro passato, nel presente, e ci abilita a essere sempre più capaci di riconoscerlo nel futuro.
- Da “fatti” a “eventi”.
- Dio lo conosci percorrendo le sue strade, amando come lui, vivendo la sua vita.
- Le “cose” sono vuote se non percepiamo che sono perché vengono da Dio. |
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Quinta Giornata - 4 Marzo 2007
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Innéstàti
Il carisma Oblato è un carisma fortemente attivo, ma ciò non ci deve far dimenticare che la nostra attività, il nostro essere missionari nasce e si radica in Dio, non ha altre motivazioni.
Per essere veri missionari bisogna essere prima dei veri “contemplativi”: è perché io per primo conosco l’Amore del Padre che mi permette di portarlo all’esterno. Se io ho incontrato davvero Dio nella mia vita, sentirò il bisogno irrefrenabile di farlo conoscere anche agli altri... Interiorità: è attività!
Perché se hai incontrato davvero Dio, ciò che porterai fuori è Dio; ma se non lo hai incontrato per davvero, quello che porterai fuori, anche se parli di Dio, non sarà Dio. Se si trattasse solo di andare a predicare bene o male la Parola di Dio unita a molte chiacchiere umane, senza preoccuparsi di essere uomini e donne interiori, veramente apostolici, credo che non sarebbe difficile sostituirci... Allora diventa per noi importante il dono del Timor di Dio, perché se “temiamo” di perdere la Bellezza vera, sapremo ritrovarla. Innéstàti diventa quindi una partenza e un invito: “Vivere dentro, ancorati a Dio”.
A questo dono fa eco la beatitudine “Beati i poveri in spirito perché di essi è il Regno dei cieli”: perché solo saranno beati coloro che sapranno riconoscere che la Gioia non sta nelle cose materiali e terrene e sapranno staccarsene per guardare solo a Dio. È un riconoscere che i suoi pensieri non sono i nostri pensieri, le sue vie non sono le nostre vie. |
Quinta Giornata - 4 Febbraio 2007 |
Udite udite!
Apriamo le porte alla nostra vocazione: Come Mgc abbiamo un solo compito da realizzare: mettere Dio al primo posto. Se ci si innamora di Dio, allora tutto verrà di conseguenza.
Chiediamo allora il dono del Consiglio per avere chiarezza sulla missione da realizzare nel nostro quotidiano e soprattutto cercare di passare dalla “teoria alla praticà” e vivere nella radicalità le nostre scelte, basare la nostra vita sull’integrità e sul Vero Amore.
Abbiamo bisogno veramente di ricentrarci sull’essenziale di ciò che siamo, in qualche modo riscoprire la nostra vocazione di MGC, chiamati alla santità e alla radicalità. E lo stile delle beatitudini, ce lo siamo detti, è una pista concreta. O lo traduciamo in vita, o rimane lettera morta.
(dalla lettera di S.Giacomo)
«Siate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi. Perché se uno ascolta soltanto e non mette in pratica la parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio: appena s'è osservato, se ne va, e subito dimentica com'era. Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla. Se qualcuno pensa di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna così il suo cuore, la sua religione è vana. Una religione pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puri da questo mondo». |
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Quarta giornata - 14 Gennaio 2007
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Una buona notizia!
Il richiamo all’annuncio è personale ma anche collettivo: è il richiamo alla Giustizia, a fare cose Buone e a portarle al mondo.
Per questo, il dono dello Spirito Santo, la Fortezza, ci viene in aiuto, sostenendoci intimamente nella difficoltà di resistere alle situazioni ingiuste e mettendoci nel cuore la forza attiva per combatterle, anche e soprattutto dove ci sentiamo troppo “piccoli” per agire.
Con la Fortezza, possiamo saziare la nostra fame di Giustizia: facendo il Bene.
San Eugenio ci esorta all’audacia, all’osare senza riserve per costruire con gioia e costanza il regno del Padre sulla terra. Osare, spingersi e costruire il Bene. Con urgenza! Senza aspettare. Con integrità: la Fortezza non ci fa vacillare. E la reazione spontanea che ne deriva è il senso del bene: senza paura, non lasciare nulla di intentato...
(Dalla prefazione alle CC.RR OMI)
“Non bisogna lasciare niente d’intentato, per fare avanzare, per portare più lontano il regno di Dio”
Guradando la situazione, Eugenio ci invita e invita i suoi a dare una risposta concreta senza indugiare e senza tornare indietro. |
Terza giornata - 3 Dicembre 2006
E se anche tutti noi...!
Si fanno tante esperienze, a volte quasi per dovere, a volte quasi come una cosa vaga, perché così “è giusto”. Ma quanto sappiamo decodificare ciò che si è vissuto, nel linguaggio di Dio? Abbiamo la capacità di leggere Dio e la possibilità di un’esperienza di Lui dietro a ciò che viviamo e ci succede? La Sapienza è quel dono dello Spirito che ci dà il dono di trovare Dio dentro le nostre esperienze, ma di più... che ti fa conoscere Dio, “assaporarlo”: è la fiducia del Vivere in Lui, dandoci la coerenza nell’agire. Concretamente, vivere la Vita operando la Pace, seguendo le vie del Padre per realizzare la Parola, sull’esempio di Gesù.
Costruire insieme la Pace nel quotidiano... già, ma insieme! Circondandosi di persone con lo stesso obiettivo: non semplici compagni di merende! Portare avanti l’obiettivo di Dio è un’unica via, non esistono mezze misure, come rapporti “momentanei”... è mettersi insieme, facendo comunione. Rischiando anche di perdere se stessi, per riempirsi del fratello e compiere la Volontà di Dio. Quanto siamo disposti a perdere perché la comunione si realizzi? Credo che la comunità, che è cammino che insieme ci porta a Dio, può illuminare e aiutarmi a leggere ciò che vivo e aiutarmi nel cammino verso Dio?
Eugenio ha sentitola comunità importante fin dall’inizio; stabilì la vita comune ancor prima della vita religiosa. Egli l’ha creduta essenziale per due motivi: come sostegno e stimolo nel nostro sforzo di santità e come strumento di stabilità e di efficacia nella nostra azione missionaria.
(da una lettera di S. Eugenio a P.Tempier)
“Mio carissimo amico e buon fratello, se le mie lettere vi danno tanta gioia quanta ne provo io ricevendo le vostre, credo che desideriate riceverne spesso. Per quanto mi riguarda vorrei avere tutti i giorni questa gioia. Mi annoio lontano da voi e pregusto il mio ritorno. Niente al mondo saprebbe ripagarmi della dolce gioia di stare nella nostra santa casa con fratelli buoni come voi.” |

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Seconda giornata - 5 Novembre 2006
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E se anche tu..
"Ci vuole unanimità nei sentimenti, la stessa buona volontà, lo stesso disinteresse, la stessa dedizione...Conto di più sopra di voi che sopra di me!"
(Dalla seconda lettera di Eugenio a P. Tampier)
Eugenio, ammalato, capisce che da solo non potrà compiere totalmente il progetto di Dio su di lui...ecco allora che va a cercare persone con i suoi stessi sentimenti, il suo stesso amore verso i poveri e gli abbandonati, la sua stessa voglia di annunciare il Vangelo a tutti!
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Prima giornata - 1 Ottobre 2006
E se io...
"Che cosa fece infatti Nostro Signore Gesù Cristo quando volle convertire il mondo? Scelse alcuni apostoli e discepoli, li formò alla pietà e li riempì del suo Spirito.Che cosa devono fare a loro volta gli uomini che vogliono camminare sulle orme di Gesù Cristo, loro divino Maestro, per riconquistargli tante anime che hanno scosso il suo giogo?"
(Dalla prefazione alle CC.RR OMI)
E se io... vedessi in tutti gli uomini delle persone da amare?
E se io... fossi come il fuoco, che brucia,consuma e che attira tutti gli altri?
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